PROLOCO SERINO - Ospitalità natura e tradizioni a portata di mano.

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La Pro Loco Serino nell'anno 2010 organizza, in collaborazione con i volontari di servizio civile presso l'ente, dei percorsi turistici nel territorio serinese. Alla scoperta di luoghi storici e di rara bellezza naturalistica.


Terminio

TURISMO

ALLA SCOPERTA DI SERINO




STRADA DI ANNIBALE


È uno dei pochi sentieri che attraversa le località “Il Casino” e il “Toppo d’Avola”, una parte di questo è soggetta a degrado e si confonde con le tracce di animali. All’inizio non è bello da ammirare ma molto interessante, poi attraversando l’enorme e bella faggeta diventa stupendo dal punto di vista naturalistico.

INDICAZIONE DEL PERCORSO:
Da San Sossio di Serino salire verso la piazza alla periferia est del paese e prendere l’unica strada che sale verso la montagna. Ad un bivio, con la fontanella chiusa ed immagine votiva, seguire la stradina a sinistra prima asfaltata e poi sterrata (via Mulino di Macchia). Al primo torrente della stradina, salire diritto per la lunga mulattiera fino ad una cappellata.
Dopo circa 200 m. si passa il letto del torrente Vallone dell’Orso oltre il quale, seguendo la mulattiera, cosparsa di sassi bianchi, si giunge, con vari torrenti al Toppo d’Avola. Qui la mulattiera si perde in un piccolo sentiero sterrato con più tracce. Poco dopo il suo inizio, imboccare la stradina sulla sinistra per raggiungere una vallata con un piccolo canalone. Attraversarlo su di una sorta di argine di terra (sinistra) e guadagnare un altro sentiero terroso che in circa 30’ porta a Piano Reola.
Questa strada, è stata marcata da C.A.I. come itinerario n°2.

BREVI CENNI STORICI:
Secondo gli storici, le principali arterie romane nel mezzogiorno d’Italia erano la via Appia, chiamata la regina delle vie, e la Tirrenica; su queste, i Romani esercitavano le comunicazioni militari e commerciali. Già al tempo dei Sanniti, esistevano i “calles pubblicae” dei tratturi, per i quali passavano gli armenti destinati al pascolo e spostati continuamente in luoghi più ubertosi. Quando i Romani diventarono i padroni dell’ “ager pubblicus” dichiarando tutto il territorio irpino “ager pubblicus romanus” lasciarono intatte le strade ma ne disciplinarono l’attraversamento, nominando dei custodi e facendo pagare una tassa chiamata “fida” (questa viene tuttora pagata al comune dai pastori e mandriani).
Molte erano le strade nel mezzogiorno d’Italia che attraversavano il territorio mettendo in comunicazione i diversi Municipi; le più importanti sono: la strada verso l’Alto Calore che attraversava Volturara e la strada montellese, come si attesta in un documento angioino, che da Atripalda per Serpico, Volturara, costeggiava il territorio di Bagnoli, attraversava il territorio di Nusco e di Oppido e scendeva nella valle dell’Ofanto; la strada che saliva per Serpico alla Gelsa Grossa si biforcava a sud per S. Stefano e a nord per Volturara.
La strada a sud attraversava S. Lucia di Serino e da qui saliva a Volturara, passando poi per la Piana del dragone chiamata anche “sabba maioris”, saliva il passo di Cruci fino a Bolofano. Da ciò si evince l’importanza di queste strade, lungo le quali si fermarono delle famiglie che formarono un casale con i propri usi e costumi che diedero poi origine all’attuale Volturara Irpina.
Dalla storia sappiamo che i soldati, attraversando le strade con le loro carovane, si fermavano per ristorare, commerciare e per avere scambi. Dopo la vittoria di Anzio nel 21 a. C., questo ager venne affidato da Augusto ai suoi coloni che si stabilirono in capanne provvisorie, a questi si aggiunsero poi i mercanti con le loro botteghe, formando così un vero e proprio casale (l’attuale Volturara).
Dopo la battaglia di Canne nel 216 a.C., Annibale, temendo la reazione di Roma e in attesa dei rinforzi da Cartagine, portò il suo esercito a svernare nella Piana del dragone, stabilendo la sua sede di comando tra le mura amiche di Sabatia. I Sabatini (presunti abitanti della città di Sabatia in località Ogliara a Serino), puniti duramente dai Romani per aver dato ospitalità ad Annibale, si ribellarono a questi e si divisero in democratici e aristocratici combattendo in due campi opposti. Quelli fedeli a Roma formarono la legione di nome “Irpinia” sotto T. Livio.
Tutti i popoli dell’Italia meridionale sottomessi a Roma, abbandonarono i romani per allearsi con il loro nemico Annibale. Occupata Compsa, Annibale lasciò una parte dell’esercito con i propri carri, a stabilire i presidi per sottomettere coloro che ancora non si erano sottomessi; ed egli, valicando l’Alta valle del Calore e del Sabato, si diresse in Campania, contro Napoli.
Mentre il console romano Marcello, giunto a Nola attraversando la città di Benevento, espugnava molte località, Annibale uccise Gaio Fulvio e diede in fiamme la città di Erdonea.
Dopo essere stato sconfitto dal console Scipione detto “l’Africano”, a Zama e umiliato dalla sua stessa gente, Annibale prese la via per l’Armenia e si diresse a Libyssa sul Mar della Marmara dove, sapendo che Prussia re della Bitinia stava per consegnarlo al nemico, preferì suicidarsi con il veleno.
Esistono due testimonianze che attestano un’eventuale presenza a Serino di Annibale, nel periodo tra il 216 e il 202 a. C., la prima, ricavata dal catasto Angioino, indica il tratto Uccolo - Sambuco - Volturara come la “Strada di Annibale”, si tratta di un sentiero sterrato che in circa un’ora porta a Volturara partendo da Casale Buonuomini di Serino. L’altra, invece, è data dal rinvenimento di alcune lucerne romane e africane risalenti al periodo tra il II e il I secolo a. C.. Questo sentiero, tortuoso, scosceso, con brevi tratti di lastricato, viene percorso giornalmente da contadini e pastori del luogo, ma nel secolo scorso dai briganti.

Fonti: Ottaviano De Biase e altro materiale fornito dalla guardia forestale.
Come arrivare
Serino è situata nell'entroterra irpino ai piedi del Monte Terminio.

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