Cosa facciamo

44a Sagra della castagna

La più antica d'irpinia. Tradizionale incontro per riscoprire i sapori del frutto che ha reso famosa Serino in tutta Europa.


Promozione del territorio

Dal riconoscimento della castagna di Serino come IGP alla protezione delle nostre acque che nascono dalle sorgenti del Monte Terminio, nel Parco dei Monti Picentini, per giungere fino alla piscina Mirabilis.

Valorizzazione delle tradizioni

La Mascarata, ovvero il carnevale Serinese, che grazie al Carnevale Princeps Irpino viene conosciuto in tutta Europa.

Le manifestazioni

I murales, il corso di pittura per bambini, il concerto di Natale e tanto altro.



Alla scoperta di serino.
La nostra gastronomia.

Lasciarsi sedurre da una cucina semplice ma dal gusto intenso, nata dal saggio uso di ciò che la natura del territorio offre, è come celebrare un antico rito di sapori e profumi sconosciuti.
AUTUNNO: baccalà, acciu e patane, cipolle e pupaine, laine e fasuli, zuppa ‘e castagne, siruli fritti o arrustuti, vallini, lesse e brole.
INVERNO: ‘nzangula prievut co’ raù, pulenta, rape ‘e patane, cucozza e fasule, patane sott ‘a vrase, carn ‘e puorco e pupaine, pullastu ‘mbuttuniatu, cucciu arrustutu, baccalà frittu, salsicch e cutichini arrustuti, scannatura ch’ ‘e cipolle, pizza e rarignulu, pittulone, pane pagnuotto, vinu cuotto, sanguinaccio, strufule, zerpole co’ mele, caramelle r’orzo, pastiere, cotognata.
PRIMAVERA: ruocculi a ‘nzalata, minesta e fasuli, trippa ch’ ‘e pummarole, pipicielli, pizza chiena, viscottini, taralli, pane.
ESTATE: mulignane a funghetti, friarielli, pizzelle e sciurilli, cucuzzielli a scapece, barchetelle e mulignane ripiene, ciambotta, peparuli arrustuti o ‘mbuttuniati, nocino, liquore alle fragole, rosoli.

Le nostre bellezze

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44a Sagra della castagna

Data: 30 Novembre -1 Dicembre 2019 / Categoria: Eventi

Il Castagno

Categoria: Natura

La nostra Storia

Categoria: Cultura

SAGRA DELLA CASTAGNA
Giunta alla quarantaquattresima edizione, la sagra della castagna di Serino è in assoluto la più antica deIla nostra terra, e valorizza da anni il frutto prelibato. Con l’autunno, il piccolo borgo di Rivottoli, come da tradizione, si prepara a celebrare il mito della castagna, addobbato e lavorato in mille modi. Realizzata da un artigiano di Serino, la novità di quest’anno, a partire dallo scorso anno, è la virulera gigante, che occupa l’intera piazza. L’attesa non è tanto per le caldarroste, quanto per i cerchi incandescenti della stufa di ghisa o per la vecchia padella bucata col chiodo, immancabile nelle case dei serinesi. Quante storie raccontate, proprio lì, davanti al fuoco, con un calice di vino rosso, a cavalcioni sulle gambe di un nonno o di una nonna, qualcuno che ti sbucciava le castagne fatte sul fuoco, con la virulera.
AnnaRosa D’Agostino, Presidentessa della Pro Loco di Serino, organizzatrice dell’antica sagra, in accordo con il Comune, ed in sintonia con le associazioni del territorio, ha voluto evidenziare un elemento importante: “Quello che mi preme sottolineare, oltre tutte le cose tecniche di cui si è già precedentemente parlato, è la passione con cui tutti si stanno dedicando alla sagra, perché quest’anno sarà un’edizione speciale essendo in memoria di un amico eccezionale, Luca. Luca teneva particolarmente a questo evento, perché tra i primi organizzatori della sagra c’era suo nonno, Luca Mariconda, tra i maggiori promotori e stimatori della Sagra. Luca ha sempre lavorato con una particolare attenzione e dedizione, la organizzava con una singolare passione, con una certa sensibilità. Quest’anno portiamo con noi un grande bagaglio emotivo, la voglia di lavorarci con maggiore cura ed attenzione perché senza di lui. Il suo impegno sarà il nostro, la sua dedizione sarà quella di noi tutti. Quest’anno la Sagra non sarà una sagra qualunque ma una festa che porterà il suo nome e che seguirà le sue tracce. Ci affiancherà il suo ricordo, quello che noi inevitabilmente ci portiamo dietro e dentro”.

IL CASTAGNO:
L’Asia Minore rappresenta l’area di origine e di diffusione del castagno. L’albero appartenente alla famiglia delle Fagacee è presente in tre continenti: la Castanea sativa in Europa, la Castanea dentata in America, la Castanea mollissima (Cina) e la Castanea Crenata (Giappone) in estremo oriente.
Il castagno europeo, la castanea sativa, è coltivato da tempi antichissimi in molti paesi dell’area mediterranea. È una pianta longeva, con chioma alta e rotondeggiante, la sua altezza media è di 15-20 metri, ma può raggiungere anche i 30 metri, la sua circonferenza è di 6-8 metri. Il fusto adulto, tozzo ed eretto, ha ramificazioni che partono da altezze modeste; è caratterizzato da una corteccia grigio-bruna con solcature a spirale. Le foglie di questa specie sono grandi ed ellittico-lanceolate. Il germogliamento comincia verso la fine di marzo e da gemme miste fuoriescono germogli sui quali si sviluppano e fioriscono verso giugno-luglio infiorescenze maschili e femminili. La maturazione avviene in un arco di tempo che va da 75 a 120 giorni, per cui i frutti più precoci cominciano a cadere a settembre, i più tardivi ai primi di novembre. Un riccio può contenere da tre a sette frutti e la loro forma varia in base a quanti un riccio ne contiene.
Il frutto, detto castagna, è un acheno; la buccia (pericarpo) è cuoiosa e coriacea, di colore che varia tra il marrone chiaro e quello scuro, è liscia e brillante e talvolta presenta striature longitudinali. L’interno commestibile, ricco di amido, è di colore giallo-bianco ed è ricoperto da una sottile pellicola marroncina. L’Irpinia per le favorevoli condizioni pedoclimatiche, con le sue 10.000 tonnellate annue, detiene il primato nazionale della produzione di castagne. Serino, con le cultivar di verdole e di montemarano, è una delle aree irpine con i migliori castagneti da frutto ed è un importante centro di prima trasformazione del prodotto.

LA NOSTRA STORIA
Gli abitanti del Sabato sarebbero giunti dal medio oriente circa il 290 a. C.. al seguito della II Guerra Punica li ritroviamo abbandonare la Sabatia e scendere verso il fondovalle, per realizzare qua e là una dimora. Sotto l’impero di Augusto sono chiamati “Sirinati”, da cui si deve l’origine del nome Serino. Tra il 33 e il 12 a.C., li ritroviamo quotidianamente impegnati nella costruzione dell’acquedotto, opera voluta da Ottaviano Augusto. In quello stesso periodo fu istituito un campo di addestramento militare composto da giovani sirinati e da soldati pompeiani; trattasi dell’attuale Castello d’Orano. La struttura fu realizzata nel 1272 per porre rimedio a continui sconfinamenti da parte dei Montellesi e Giffonesi.
Circa il II secolo d. C. si ebbe l’evangelizzazione di questo popolo a cui si deve la nascita della prima Serino. Tra il 535 e il 553 gli allora Sirinati spiantarono le loro abitazione pietra su pietra e corsero a riedificare quella che era stata la residenza dei loro stessi antenati. Nel 849 d.C., entro le mura della cosiddetta Civita di Ogliara, troviamo alcune civili abitazioni.
Con l’avvento dei Normanni, la chiesa di Salerno istituisce il presbiterato e le attuali nove parrocchie. Nel 1320 Nicola Marra fonda la Serino Mercato. Durante il ‘500 in tutta l’alta valle del Sabato si costruiscono signorili palazzi. L’ultima operazione importante fu quella di recuperare le antiche consuetudini e tradizioni.

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